Acqua Torino e Piemonte: da dove viene?

Giugno 23, 2022

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Fresca, pura e buona: sono queste le caratteristiche principali che ricerchiamo nell’acqua che beviamo. Per noi cittadini, la presenza di acqua in casa è scontata ma non tutti all’interno di una stessa città (come ad esempio Torino) percepiamo lo stesso gusto, complice la differenza tra un quartiere e l’altro. E per questo molte famiglie finiscono per scegliere l’acqua in bottiglia, impauriti dalla sospetta nocività dell’acqua del rubinetto di casa. Ma perché il gusto dell’acqua sembra diverso tra diverse zone della stessa città? E da dove viene l’acqua di Torino e della provincia?

Scopriamo di più sul lungo viaggio che l’acqua compie per arrivare dalla natura alle nostre case.

Da dove viene l’acqua che beviamo?

Sin da piccoli ci insegnano che l’acqua del mare e dei fiumi viene trasformata in vapore grazie al calore del sole. Una volta evaporata si raffredda in cielo dando vita alle nuvole e torna sulla terra sotto forma di pioggia o neve. Tornando sul suolo, va ad unirsi ai fiumi, ai laghi, al mare e ricomincia il suo ciclo.
Ma una parte di acqua si infiltra anche nel suolo (a seconda della permeabilità e delle caratteristiche del terreno) e tra le rocce, finendo per alimentare le falde idriche. Ed è proprio questa l’acqua di cui si serve l’essere umano per uso domestico, per le aziende, per idratarsi e così via.
L’acqua del sottosuolo infatti, così come quella dei fiumi e dei laghi, viene disinfettata e immessa all’interno degli acquedotti e delle reti idriche della città, portando con sé gli elementi che ha raccolto durante il suo lungo viaggio.
Molti elementi contenuti nell’acqua come calcio, magnesio e sali, non sono nocivi per l’essere umano ma determinano la durezza o la leggerezza dell’acqua che andremo a bere e, da qui, anche il gusto.
Non solo, anche e soprattutto le tubature sono responsabili dell’alterazione del sapore dell’acqua: nella città di Torino per esempio, l’acquedotto è uno, ma i nodi e gli impianti di trattamento che vi confluiscono sono tantissimi. Per questo motivo l’acqua tra Lingotto e il Centro città potrebbe avere un gusto diverso.
In entrambi i casi però, possiamo essere certi della sua salubrità.

Acquedotto di Sangano

Nel Piemonte e nel torinese, la disponibilità di acqua è fortunatamente ampia e soprattutto sicura, grazie ai controlli della SMAT (Società metropolitana acque Torino) che distribuisce acqua su tutto il territorio grazie all’immensa rete dell’acquedotto della città.
La SMAT infatti si occupa di distribuire acqua potabile a 292 comuni in provincia di Torino, tra cui Moncalieri, Nichelino, Collegno, Grugliasco, Settimo Torinese e così via.
Ma per ognuno di questi comuni si occupa anche dello smaltimento delle acque chiare e scure, nonché dell’acqua potabile e non che sgorga dai tipici Turet e dalle fontane ornamentali.

L’acqua di Torino e della provincia viene per appena un quarto dal fiume Po, mentre il resto proviene da pozzi profondi e soltanto il cinque per cento ha origine dalle sorgenti delle montagne che popolano e circondano il Piemonte.

Il serbatoio da dove viene l’acqua potabile di Torino è situato poco fuori città ed è comunemente conosciuto come acquedotto di Sangano.
Si tratta di un’opera risalente ad inizio ottocento, voluta dalla regina per poter dissetare i cittadini che all’epoca non avevano grandi disponibilità di acqua potabile a causa del progressivo inquinamento del fiume Po e del terreno. La crescente urbanizzazione e le scarse condizioni igieniche infatti rendevano sempre più difficoltoso il recupero di acqua potabile. Le risorse idriche della Val Sangone invece presentavano le caratteristiche perfette per un’acqua pura e buona da bere:

“acqua è potabile dolce, non cruda, non selenitica, contiene appena 19 milligrammi di carbonato di calce, che l'acqua della sorgente del Sangone era acqua purissima e cuoceva i legumi in un'ora e mezza, mentre con quelle della fontana di Santa Barbara, dei pozzi di Torino e della Cossola ci volevano due ore”

Fu così che venne costruita quella che oggi sembra una cattedrale dell’acqua, che capta l’acqua non dal fiume ma piuttosto dalla falda acquifera con una portata di 600 litri al secondo. Così quindi i 2.200.000 abitanti residenti nell’area di Torino e Provincia ricevono acqua potabile direttamente dal rubinetto di casa.

Cosa c’è dentro l'acqua?

Cosa spaventa dunque i cittadini di Torino all’idea di bere acqua gratuita e disinfettata direttamente dal lavandino? Come abbiamo già sottolineato, la SMAT garantisce un’acqua sana e sicura, ma non può far nulla riguardo il gusto dell’acqua, che è un fattore estremamente soggettivo.

Proprio sul sito della società infatti possiamo trovare una tabella corredata di glossario con tutti gli elementi contenuti nell’acqua che beviamo nella provincia di Torino.
L’acqua potabile infatti non è priva di sostanze, così come non lo sono nemmeno le acque in bottiglia che troviamo in commercio. La differenza tra i diversi tipi di acqua ed il gusto sta nella quantità di elementi disciolti al suo interno.
L’acqua potabile contiene dunque:

  • Ioni idrogeno, che ci danno indicazioni sull’acidità o basicità dell’acqua e determinano il suo PH
  • Sali minerali (che assieme agli altri elementi indicano il residuo fisso e quindi la durezza dell’acqua)Ioni sodio
  • Potassio
  • Calcio
  • Magnesio
  • Solfato
  • Bicarbonato
  • Arsenico
  • Cloro
  • Manganese

Mentre alcuni elementi come sodio, calcio, potassio sono comunemente considerati “buoni” nel fabbisogno giornaliero di ognuno di noi, altri elementi come i solfati e l’arsenico potrebbero destare preoccupazione.
Per questo motivo spesso si preferisce acquistare acqua in bottiglia che tuttavia presenta le medesime caratteristiche, oltre a rappresentare uno spreco economico e ambientale.
Tuttavia la presenza in quantità ridotte e previste dalla legge non deve spaventarci, perché l’acqua, come già accennato, viene disinfettata prima di raggiungere le nostre case.

Acqua Torino e Piemonte: da dove viene?

Come rendere l’acqua potabile?

L’acqua di Torino viene trasferita nel bacino a La Loggia dove si procede all’eliminazione dei microinquinanti, attraverso l’aggiunta di sabbia e carbone che fanno precipitare le micro particelle dannose per la nostra salute. Grazie ai filtri a carbone attivo poi si eliminano colori e odori residui per rendere l’acqua limpida e trasparente, come la vediamo tutti i giorni.
Infine, si procede alla disinfezione attraverso due fasi:

  • La prima, l’ozonizzazione, che rimuove virus e batteri patogeni
  • La seconda, la clorazione, ha il compito di “proteggere” l’acqua durante tutto il tragitto, da quando viene immessa nella rete idrica fino a quando non raggiunge le nostre case.

Il cloro infatti evita la proliferazione di batteri che possono trovarsi nelle tubature della città e degli edifici e per questo, quando viene periodicamente immesso nel bacino idrico, conferisce quel sapore diverso all’acqua.
Per eliminare il gusto e l’odore rilasciati dal cloro, basta conservare l’acqua del rubinetto in una caraffa e tenerla un paio d’ore in frigorifero prima di consumarla: a contatto con l’aria infatti, il cloro evapora restituendo un sapore “normale” all’acqua.

Bere acqua del rubinetto fa male?

È quindi evidente che l’acqua di Torino così come nelle province può essere consumata tranquillamente da tutti, ad esclusioni di particolari patologie. Tuttavia, per motivi di salute o semplicemente per migliorare il gusto dell’acqua che bevi, puoi ricorrere ai depuratori d’acqua.
È importante preferire i depuratori d’acqua domestici all’acquisto di bottiglie di plastica: dopotutto, l’acqua del nostro rubinetto è già perfettamente potabile, economica e sicura perché costantemente controllata.
Inoltre è anche ecologica perché non impiega imballaggi di plastica né trasporti altamente inquinanti per arrivare in casa nostra.

Se stai pensando di acquistare un depuratore d’acqua domestico per la tua abitazione o per il tuo ufficio, contattaci senza impegno: per sapere cosa avviene dopo il primo contatto, puoi leggere il nostro articolo a riguardo.