Filtrazione dell’acqua: tecniche e vantaggi

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Agosto 8, 2020

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La filtrazione dell’acqua: tecniche e vantaggi

L’acqua proveniente dagli acquedotti potrebbe contenere delle sostanze solide di differenti dimensioni che possono rendere il liquido poco gradevole e potenzialmente nocivo per l’organismo. Per questo motivo si ricorre alla filtrazione, un metodo utilizzato sia con i liquidi che con i gas per liberarli da eventuali corpi estranei. I metodi di filtrazione dell’acqua sono pensati per rendere potabili anche i liquidi che presentano una grande quantità di elementi di differente origine: organica, inorganica e biologica. Si tratta del primo passo per rendere l’acqua adatta al consumo umano, senza la preoccupazione che questa risulti nociva per l’organismo o presenti un cattivo sapore. Oltre a questo si può purificare l’acqua anche per renderla più limpida e gradevole esteticamente.

I sistemi di filtrazione più diffusi

Nella storia sono stati diversi i sistemi di purificazione dei liquidi che hanno permesso di ottenere delle soluzioni sempre più raffinate:

  • Purificazione per gravità: si tratta della decantazione, che permette di separare in maniera grossolana i corpi estranei da un liquido. È ideale per una prima separazione, ma non sempre è adatta per assicurare una bevanda sicura.
  • Purificazione attraverso filtri granulari: si tratta di un metodo che utilizza filtri specifici, come quelli  a sabbia, dove si impiegano delle particelle di piccole dimensioni per creare un reticolo filtrante più accurato ed efficace. È possibile abbinare i mezzi meccanici ad alcuni prodotti chimici per aumentare la coagulazione.
  • Filtrazione per mezzo di membrane: comprende i trattamenti a osmosi inversa, che aiutano a separare l’acqua in permeato e concentrato bloccando le sostanze nocive grazie a un sottile strato semipermeabile.

Quando occorre scegliere una tecnica di filtrazione ci si può riferire al tipo di risultato finale che si desidera ottenere, a seconda della presenza nell’acqua di elementi più o meno grandi.

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L’acqua e le sostanze nocive

L’acqua nel suo stato naturale contiene del materiale di grandi dimensioni che può essere individuato anche a occhio nudo. Una volta che questa viene sottoposta ai trattamenti di purificazione nell’acquedotto la sua limpidezza aumenta, ma rimangono comunque alcune sostanze microscopiche che ne possono pregiudicare il sapore e le qualità organolettiche. Vediamo quali sono le più diffuse:

  • Batteri: si tratta di organismi procariotici dell’ordine dei micron. Esistono diversi ceppi che prolificano nell’acqua e che possono modificare il sapore o il colore dell’acqua, in alcuni casi rendendola anche potenzialmente dannosa per l’organismo (anche se si tratta di casi molto rari).
  • Virus: sono anch’essi organismi procariotici, ancora più piccoli dei batteri, in questo caso molto più pericolosi, anche se spesso non riescono a sopravvivere ai trattamenti di purificazione dell’acquedotto e sono quindi potenzialmente presenti solo nelle acque allo stato naturale non filtrate.
  • Ioni: si tratta di sali presenti in forma ionica (quindi con un elettrone in più o in meno rispetto al normale equilibrio atomico) che possono legarsi tra loro e donare un sapore sgradevole all’acqua.

Le tecniche di filtrazione dell’acqua potabile

La purificazione dell’acqua potabile in ambito domestico viene effettuata con tecniche ad azione meccanica, impiegando quindi dei filtri dalle maglie più o meno sottili a seconda del livello di filtrazione dell’acqua che si vuole ottenere. Il sistema più impiegato è quello della filtrazione trasversale dell’acqua, che prevede che il flusso di liquido passi integralmente per il filtro in modo da ottenere una grande quantità d’acqua purificata. Le componenti di questi sistemi di filtrazione sono contenute in alcuni serbatoio di facile pulitura e manutenzione. Per chi desidera una purificazione più accurata può rivolgersi alle tecniche di microfiltrazione, che permette di eliminare sostanze dalle grandezze maggiori o uguali al micron. In questo caso i filtri sono composti da materiali polimerici o ceramici. Un livello di limpidezza ancora maggiore si raggiunge con l’ultrafiltrazione, trattenendo virus, batteri e altre tossine di origine biologica che si possono trovare disciolti nelle acque. In questo modo è possibile anche intervenire a livello igienico oltre che a quello di purificazione dell’acqua. Un ulteriore livello di filtrazione è assicurato dai filtri ad osmosi inversa, pensati anch’essi per trattenere batteri e virus al di là di uno strato di materiale polimerico. In questo caso si possono scegliere più tipologie, adatte a una disinfezione più accurata o immediata.

I vantaggi della filtrazione dell’acqua destinata al consumo umano

Al di là delle migliorie che si apportano alla sicurezza dell’acqua potabile in ambito domestico o pubblico, è bene ricordare come l’acqua filtrata sia spesso più buona e fresca da bere, e possa garantire così un ottimo grado di digeribilità anche per chi è abituato al consumo di acqua in bottiglia. A questo proposito occorre ricordare anche come il miglioramento dell’acqua potabile tramite la filtrazione sia ideale per spezzare il circolo vizioso della produzione, trasporto e smaltimento delle bottiglie in plastica, che dà origine a una grande quantità di inquinamento che va a intaccare la salute del pianeta, risparmiando anche sui classici blister di bottiglie che non sarà necessario portare su e giù per le scale.

2020-08-20T13:31:04+02:008 Agosto 2020|
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