impianti domestici trattamento acqua

Maggio 9, 2021

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La crescente popolarità dei depuratori d’acqua domestici sta portando sempre più persone a considerare l’acquisto di uno di questi sistemi per cercare di risparmiare sull’acquisto delle bottiglie in plastica, il cui smaltimento può avere delle conseguenze particolarmente nocive sull’ambiente.

Naturalmente, questa tendenza non sempre viene incoraggiata: da anni ormai sono presenti alcuni pregiudizi che hanno creato il dibattito dove l’acqua del rubinetto viene giudicata inferiore di quella minerale del supermercato, spesso utilizzando addirittura delle informazioni false o gonfiate sulla pericolosità degli acquedotti. Tutto questo mentre si cerca di non far conoscere gli aspetti meno gradevoli della produzione, dell’imbottigliamento e del trasporto dei blister che troviamo nei negozi, dall’impiego di una terminologia fuorviante (il classico “proveniente da fonte…”) agli inquinanti dei camion.

Insomma, chi vuole cambiare stile di vita e abbandonare le bottiglie di plastica può avere alcuni dubbi riguardo all’installazione di un depuratore d’acqua e rispondere a queste domande è il modo migliore per un utilizzo consapevole: ecco a voi quali sono le domande più frequenti.

I depuratori d’acqua domestici subiscono delle perdite?

L’installazione di un “corpo estraneo” nell’impianto dell’acqua potabile può spaventare chi non ha mai utilizzato un depuratore d’acqua. Nello specifico si parla spesso della comparsa di alcune perdite dovute a dimensioni sfalsate dei filtri, dalla classica gocciolina a veri e propri getti continui.

Per prima cosa precisiamo che in nessun caso si crea un effetto fontanella dove l’acqua esce non stop: anzi, anche nel caso delle gocce è molto raro che ci siano perdite. L’unico caso dove ci possono essere delle fuoriuscite è quando si utilizzano dei filtri a osmosi inversa appositamente progettati in modo che dopo l’erogazione compiano una velocissima pulizia attraverso l’espulsione di un piccolo quantitativo di acqua, sciaquando via tutte le impurità e preparando il rubinetto a un futuro utilizzo per fornire un liquido sempre pulito.

Non si rischia di avere degli allagamenti?

Il falso mito delle perdite spesso porta a chiedersi se il depuratore d’acqua comporti un maggiore rischio di avere un allagamento in casa. Fortunatamente possiamo affermare che i sistemi di purificazione non facilitano affatto la perdita massiccia di liquido o il danneggiamento delle tubature ma che, anzi, molti modelli presentano addirittura un sistema di allarme che segnala tutte le criticità.

Quello che occorre tenere a mente è che l’allagamento di un ambiente è un avvenimento molto raro che, a meno non si tengano tutti i rubinetti aperti al massimo per svariate ore, è quasi impossibile provocare per una dimenticanza. Naturalmente, ci sono alcuni fenomeni al di fuori del nostro controllo che possono creare situazioni di rischio, come per esempio i cosiddetti colpi d’ariete (onde d’urto nelle tubature) oppure l’utilizzo di impianti realizzati con materiali scadenti.

Per dormire sonni tranquilli è sufficiente non trascurare la manutenzione dei filtri e dell’erogatore.

Quanto dev’essere frequente la manutenzione del depuratore?

Parlando proprio di manutenzione la prima cosa da fare è informarsi presso il produttore che potrà dare una stima esatta di tempo per il primo “tagliando” del modello acquistato. In generale, si può riconoscere che un sistema di filtrazione va controllato almeno una volta all’anno o ogni 8 mesi, soprattutto se in casa ci sono molte persone che lo utilizzano.
La buona abitudine di chiamare un tecnico per il mantenimento di un depuratore d’acqua in maniera regolare è il modo migliore per evitare spiacevoli sorprese e individuare eventuali criticità anche presenti nel resto dell’impianto: in ogni caso questo dev’essere chiamato non appena si manifestano problemi consistenti senza aspettare che tutto si aggiusti da solo, pratica che può accorciare di molto la vita del prodotto.

Installare un depuratore conviene?

Come abbiamo detto all’inizio, uno dei fattori che spinge le famiglie ad acquistare un depuratore d’acqua è la possibilità di ottenere un grande risparmio sulle finanze di casa. Questo va al di là dell’acquisto del blister, in quanto senza pesanti bottiglie è possibile anche dover ricorrere meno alla macchina, utilizzare meno benzina e, nelle città più affollate, pagare meno parcheggi!
La prospettiva di fare un piccolo investimento nell’immediato (di solito circa 1000 euro) è una delle cause determinanti che spinge chi vuole un depuratore a rinunciare e a spalmare la spesa su qui pochi centesimi a settimana per le bottiglie, ma nel lungo periodo questo ragionamento si rivela inconcludente. È stato dimostrato come un litro d’acqua in bottiglia, che va dai 0,15 a 0,50 centesimi, comporti una spesa molto più alta rispetto ai 0,3 centesimi dell’acqua del rubinetto. In poche parole, la spesa sostenuta con l’acquisto di un sistema filtrante viene immediatamente ammortizzata dal risparmio e della comodità dell’avere acqua fresca direttamente dal rubinetto.
Non solo: dal 2021 è anche possibile usufruire del bonus filtri e depuratori d’acqua che consente di risparmiare fino a 500 euro sulle spese necessarie per ottenere un’ottima acqua potabile in maniera sicura ed ecologica.

2021-04-29T15:04:31+02:009 Maggio 2021|
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