Quando sostituire i filtri per il depuratore a osmosi inversa

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sostituire filtro osmosi

Giugno 6, 2020

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Cambiare i filtri del depuratore ad osmosi inversa: come fare manutenzione in modo corretto.

I

sistemi di depurazione delle acque stanno conoscendo un evidente aumento di popolarità negli ultimi anni, e si possono trovare sempre più spesso nelle case delle famiglie italiane. La loro particolarità è legata alla possibilità che offrono di bere acqua pura e fresca direttamente dal rubinetto di casa, senza il vincolo delle bottiglie e dei fustini di acqua minerale.

Ci sono diverse tipologie di sistemi di depurazione, ma quelli più apprezzati utilizzano i filtri del depuratore ad osmosi inversa, che utilizzano una sottile membrana per trattenere i microrganismi batterici senza che questi possano contaminare l’acqua da bere. Estremamente efficienti, questi dispositivi hanno anche il vantaggio di essere facilmente sostituibili, in modo che possano essere maneggiati anche dai non addetti ai lavori. La sostituzione dei filtri del depuratore ad osmosi inversa è un processo molto importante che va effettuato con una certa regolarità per assicurarsi il massimo della sicurezza per quanto riguarda la consumazione dell’acqua proveniente dall’acquedotto: in questo articolo spiegheremo come procedere nella maniera corretta, anche se, ovviamente, è sempre possibile rivolgersi anche a un tecnico specializzato.

Tipologie di filtri del depuratore ad osmosi inversa

In commercio è possibile trovare diversi modelli di filtri del depuratore ad osmosi inversa da scegliere secondo le proprie esigenze, che cambiano soprattutto da un ambiente pubblico a quello privato. Vediamoli nel dettaglio:

–          Filtro grossolano: è un dispositivo che si presenta a cartuccia oppure lavabile a 50µm, o ancora a sabbia quando si utilizzano elevate quantità d’acqua. È molto comodo in quanto riutilizzabile seguendo precisi processi di pulizia.

–          Filtro a carboni attivi: è la tipologia più utilizzata. È l’ideale per eliminare il cloro e di conseguenza un eventuale sapore sgradevole dell’acqua potabile, catturato dai carboni presenti nel filtro.

–          Filtro di sicurezza: questa tipologia è composta da cartuccia spun, di norma non lavabile, che filtra tutte le molecole sotto i 5µm proteggendo in questo modo l’acqua dalla contaminazione batterica.

A prescindere dal tipo di filtro che si vorrà implementare è bene tenere presente come ognuno di questi filtri possa essere sostituito e debba anzi seguire un ciclo di vita ben preciso, proprio come qualsiasi componente di una macchina. La sostituzione dev’essere immediata nel caso si riscontrino guasti o malfunzionamenti che potrebbero danneggiare la qualità dell’acqua e permettere l’accesso a microrganismi patogeni.

Con che frequenza occorre cambiare i filtri?

Come già detto nel paragrafo precedente, un filtro ad osmosi inversa ha un preciso ciclo di vita al termine del quale occorre sostituire il pezzo con un modello nuovo. Le tempistiche di degradazione possono variare a seconda della tipologia e del produttore, e anche a seconda del lavoro che il filtro deve compiere: se l’acqua presenta molte sostanze nocive, il dispositivo lavorerà di più e si saturerà più velocemente. Generalmente è bene attenersi alle istruzioni fornite dal produttore o dal tecnico, oppure ricercare le tempistiche suggerite dai libretti delle istruzioni. Importante è la verifica periodica dello stato del filtro: alcune tipologie, come i filtri grossolani o a carboni attivi, possono essere esaminate dall’esterno per verificare la presenza di impurità, mentre i filtri di sicurezza, opachi, necessitano di un controllo interno. Un altro indicatore per capire se ci sia una vera necessità di cambiare il filtro è il sapore dell’acqua: sempre nel caso della tipologia a carboni attivi la presenza di odore o gusto di cloro può essere un segnale inequivocabile del bisogno di una tempestiva sostituzione. Attenzione anche al colore e alla purezza del liquido che esce dal rubinetto, che può presentare torbidità a seguito di un guasto del filtro.

Come sostituire un filtro ad osmosi inversa

Il procedimento per sostituire i filtri del depuratore ad osmosi inversa non è complicato, e può essere facilmente seguito anche da chi non è un tecnico (anche se è bene, almeno le prime volte, rivolgersi a un professionista per osservare il processo nel dettaglio). Per prima cosa occorre spegnere tutto il sistema depuratore, per poi sigillare l’ingresso dell’acqua in modo che non ci siano perdite. La componente collegata ai tubi, chiamata testa, comprende un’uscita che occorre aprire per lo sfiatamento del filtro. Si può poi svitare la ghiera che tiene unito testa e vaso, quest’ultimo parte del filtro vero e proprio in quanto contiene la cartuccia. Una volta estratta quest’ultima dal vaso si può procedere alla sua pulizia o sostituzione, per poi riassemblare il tutto per collegarlo nuovamente alle tubature, naturalmente premurandosi poi di chiudere anche le valvole per lo sfiatamento.

L’operazione è veramente semplice, e permette a chiunque di ottenere sempre il massimo dal proprio filtro ad osmosi inversa. Naturalmente è sempre meglio fare grande attenzione mentre si maneggiano tutte le parti del filtro, in quanto una cattiva gestione potrebbe danneggiarli irrimediabilmente e rendere tutto l’apparato inutilizzabile. Da non sottovalutare anche il controllo periodico dell’intero sistema di depurazione che può compiere il tecnico, per assicurare una sicurezza a 360°.

2020-06-04T10:22:42+02:006 Giugno 2020|
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