MOMA Torino: ristorante nel verde vicino al Valentino + tataki di tonno e spaghetti alle vongole

Non sembra di stare a Torino, sembra di stare al mare.”
È la frase che resta addosso dopo l’intervista. Perché il MOMA non è solo un ristorante: è un posto in cui la città si abbassa di volume. In pochi passi dal Parco del Valentino, immerso nel verde, ha quell’atmosfera da “fuga breve” che funziona quando vuoi staccare senza scappare via davvero.

Lo spazio esterno è il cuore dell’esperienza: una zona garden curata, ampia, perfetta per pranzo, aperitivo e cena. E infatti MOMA nasce con l’idea di essere completo: ristorante, pizzeria e bar nello stesso luogo, con una proposta mediterranea che gioca tra mare, semplicità e ingredienti riconoscibili.

Dove si trova e perché ci si arriva (anche solo per respirare)

MOMA è in Via Ventimiglia 61 a Torino.
La posizione è uno dei suoi punti forti: sei vicino al verde del Valentino (il “Central Park” torinese) e allo stesso tempo resti comodo al centro città.
È il tipo di posto che risolve la domanda “dove andiamo stasera?” quando vuoi qualcosa di rilassato, ma non banale: un garden dove puoi parlare, brindare, mangiare bene e restare fino a tardi.

Gli orari sono ampi: apertura continuata fino a sera inoltrata (indicativamente 10:30–23:30).
E questa cosa cambia tutto: puoi arrivare per un pranzo tranquillo, tornare per l’aperitivo, fermarti per cena o anche solo per un drink al tramonto.

L’identità: cucina mediterranea, pesce protagonista e una carta che “ti fa stare bene”

Nell’intervista emerge chiarissimo che qui la cucina è pensata per essere “capolavoro dopo capolavoro” (parole dette col sorriso, ma con convinzione). Il focus è carne e pesce, con una forte inclinazione al mare: chi racconta il posto dice apertamente di amare il pesce e di sceglierlo spesso.

Questa anima è coerente anche con come MOMA si presenta: una cucina mediterranea che valorizza freschezza e semplicità, con un’attenzione al servizio e un ambiente informale ma curato.
E poi c’è un elemento che dà credibilità: in brigata c’è anche chi ha fatto esperienza in contesti importanti, e la tecnica si sente soprattutto quando entri nei dettagli dei piatti.

Aperitivo? Sì. Cena? Sì. Pranzo? Sì. E nessuno ti mette fretta

Una cosa bella di MOMA è che non ti costringe in un rituale unico. Se vuoi venire alle 18 o alle 19 per un aperitivo, puoi. Se vuoi sederti a tavola, puoi. Se vuoi un after dinner, puoi. È la classica “destinazione unica” per una serata completa: inizi con un drink, continui con cena, chiudi con un ultimo brindisi.

Ed è proprio questo che lo rende perfetto per gruppi: ognuno trova il suo ritmo, senza che il locale ti “spinga fuori” dopo un’ora.

La ricetta firmata chef Andrea: Spaghetti alle vongole veraci e Tataki di tonno al sesamo

Qui entra in scena Andrea, che presenta due piatti che raccontano bene la doppia anima di MOMA: mediterranea e contemporanea.

1) Spaghetti alle vongole veraci

Ingredienti (2 persone)

  • 180 g spaghetti
  • 600 g vongole veraci (già spurgate)
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • prezzemolo (facoltativo)
  • pepe (facoltativo)
  • acqua di cottura della pasta
  • (opzionale) un tocco di limone o zest, se piace più fresco

Procedimento

  1. Apri le vongole: in padella, olio e aglio, aggiungi le vongole e copri finché si aprono. Filtra il fondo (per evitare sabbia) e tienilo da parte.
  2. Pasta al dente: cuoci gli spaghetti e scolali molto al dente (perché finiscono in padella).
  3. Mantecatura “lenta”: questo è il segreto che Andrea sottolinea: mantecare a fuoco basso, perché “gli amidi lavorano a 80–81°”. In pratica: niente fiamma alta. Aggiungi fondo delle vongole + un po’ di acqua di cottura e fai l’emulsione lentamente, finché diventa lucida e cremosa.
  4. Chiudi con le vongole: rimetti le vongole e fai solo un giro veloce, senza cuocerle troppo.

Risultato: spaghetti saporiti, non asciutti, con quella cremosità naturale che viene solo da amidi e fondo, non da “trucchetti”.

2) Tataki di tonno al sesamo bianco (tecnica, velocità, precisione)

Il tataki è il piatto che racconta davvero il livello: sembra semplice, ma è una questione di gesti e temperature.

Ingredienti (2 persone)

  • 300–350 g di filetto di tonno “da tataki” (parte centrale, compatta)
  • sesamo bianco
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • (opzionale) salsa di soia per servire
  • (opzionale) zenzero o lime per una nota fresca

Procedimento (come lo racconta Andrea, con dettagli in più)

  1. Abbattimento e porzionatura: Andrea parte da un punto fondamentale: il tonno viene abbattuto e poi porzionato (passaggio chiave per sicurezza e qualità).
  2. Marinatura una notte: il trancio riposa una notte in marinatura con sale, olio e aglio. Questo serve a profumare e compattare la fibra senza “cuocerla” chimicamente.
  3. Sesamo: prima della cottura, il tonno viene “fasciato” nel sesamo bianco, premendo bene per farlo aderire.
  4. Scottata esterna: padella ben calda ma non troppo (Andrea insiste su questo): l’obiettivo è scottare l’esterno senza stracuocere. Si rosola rapidamente su tutti i lati.
  5. Fuoco più basso: appena il sesamo inizia a sprigionare i suoi oli e a tostare, si abbassa il fuoco per non esagerare con la cottura.
  6. Riposo e taglio: si lascia riposare un attimo e poi si fa un taglio orizzontale in fette regolari: fuori crosticina tostata, dentro cuore morbido.

Servito così, il tataki è equilibrio puro: tostatura, mare, delicatezza.

Hydra al MOMA: acqua “sempre pronta” e meno bottiglie in giro

Nell’intervista Hydra entra in modo semplice e concreto: “è comodo, è buona, e puoi riempire la bottiglia quando vuoi”.
Questa è la traduzione perfetta di cosa significa un erogatore d’acqua nel mondo Ho.Re.Ca.: non dipendere dalla logistica delle bottiglie, avere acqua fresca sempre a portata di mano e rendere il servizio più fluido.

Per un ristorante che lavora pranzo, cena e aperitivo in un garden con tanto movimento, il vantaggio è chiaro:

  • meno plastica e meno scorte
  • più ordine in sala e nel retro
  • servizio acqua più veloce (soprattutto quando i tavoli sono pieni)

In altre parole: acqua per ristoranti senza complicazioni.

Perché andarci (in una frase)

Perché MOMA è quel posto in cui Torino si trasforma: verde, luce, cocktail, cucina mediterranea e piatti tecnici come il tataki che ti fanno venire voglia di tornare.

Ristorante MOMA – Torino

Ristorante