el centro di Torino, in via San Quintino 6, esiste un luogo che da vent’anni racconta una storia fatta di passione, coerenza e autenticità. Enoteca San Quintino non è solo un’enoteca né solo una caffetteria: è uno spazio vivo, costruito nel tempo attorno al vino, al caffè e a un’idea molto chiara di accoglienza.
A guidarci in questo racconto è Massimo, fondatore del locale, che nel 2005 decide di trasformare una passione personale in un lavoro quotidiano.
“Sono partito dal vino, era la mia passione”
Massimo, come nasce Enoteca San Quintino?
«Sono partito dal vino. Era una passione che avevo da anni: degustazioni, gite domenicali, tanta curiosità. A un certo punto è scattata la voglia di farne un lavoro.»
Nel 2005 Enoteca San Quintino apre come punto vendita di vino sfuso. Poi, quasi naturalmente, arriva anche la caffetteria.
«All’inizio era una cosa piccola, quasi di supporto. Poi il caffè ha avuto subito successo e piano piano vino e caffetteria sono diventati una cosa sola.»
Oggi il locale è un punto di riferimento per chi cerca una colazione fatta con calma, un pranzo informale, una buona bottiglia da portare a casa o semplicemente un luogo autentico, lontano dalle mode.

“Il locale si è costruito nel tempo, come noi”

Entrando all’Enoteca San Quintino, l’identità del posto si percepisce subito. Le scatole di vino sono ovunque, visibili, vive, parte integrante dello spazio.
«Non c’è stato un progetto studiato a tavolino. Il locale si è costruito nel tempo, seguendo il lavoro quotidiano e la mia passione.»
Ed è proprio osservando lo spazio che nasce una riflessione molto concreta.
«A un certo punto mi sono detto: preferisco spostare scatole di vino piuttosto che casse d’acqua.»
Una frase semplice, che racchiude una scelta destinata a cambiare il modo di lavorare del locale.
“Gestire l’acqua prima era una faticaccia”
Con Hydra, il cambiamento è immediato, anche dal punto di vista dell’esperienza.
«L’acqua è buona, equilibrata. Puoi modularla, naturale o fredda, come serve a te. E i clienti lo notano, lo apprezzano.»
Per Massimo diventa chiaro che l’acqua non è un dettaglio secondario, ma parte dell’esperienza, proprio come il vino o il caffè.
«Alla fine semplifica il lavoro quotidiano e allo stesso tempo riduce l’impatto ambientale. Meno plastica, meno fatica. È stata una scelta vincente.»

“L’acqua a km zero sarà sempre più una norma”

Secondo Massimo, l’acqua a km zero non è solo una scelta intelligente per i locali, ma una direzione sempre più naturale per il futuro della ristorazione.
«Il gusto dell’acqua cambia tantissimo da zona a zona. La microfiltrazione ti permette di offrire un’acqua piacevole, controllata, coerente con la qualità che proponi.»
Una sensibilità che va oltre il singolo servizio.
«Sono piccoli gesti quotidiani, ma fanno la differenza.»
“Se dovessi raccontarmi con una cosa sola, direi il vino.
Accanto ad un buon cannolo allo Zabaione!”
Se Enoteca San Quintino dovesse essere raccontata attraverso un solo elemento, per Massimo non ci sono dubbi: il vino piemontese.
«Nebbiolo, Barolo, i vini del territorio. Sono quelli che amo di più.»
Tra tutti, un nome emerge con particolare affetto.
«Domenico Clerico. Mi piaceva lui come persona e amo i suoi vini. Sono moderni, ma rispettano la tradizione. È un produttore con cui sono cresciuto.»
Accanto al vino, c’è il piacere della colazione.
«Se passi da noi al mattino o dopo pranzo, la scelta migliore che tu possa fare è: Cappuccino e un cannolo al burro con crema o zabaione. Tutto artigianale. Anche la quotidianità merita qualità.»

Enoteca San Quintino Torino: una scelta che parla di coerenza

Enoteca San Quintino dimostra che un locale può evolvere senza snaturarsi. La scelta di Hydra e dell’acqua microfiltrata per la ristorazione si inserisce in modo naturale in una storia già solida, fatta di passione, gusto e rispetto per il lavoro.
Un luogo dove nulla è forzato, nemmeno la sostenibilità, che diventa una conseguenza logica di un modo consapevole di fare accoglienza.






