Bar Petit Jardin Torino: un piccolo giardino alla Gran Madre dove la tradizione incontra Hydra
A
Torino ci sono luoghi che non hanno bisogno di presentazioni. Piazza Gran Madre è uno di questi: la sua chiesa monumentale, le strade che salgono verso la collina, i dehors affacciati sulla piazza e quel continuo movimento di persone che attraversano il ponte Vittorio Emanuele I.
Eppure, basta allontanarsi di pochi passi dalla parte più turistica per scoprire una Torino diversa, fatta di abitudini, incontri quotidiani e persone che si conoscono da una vita.
È proprio qui, in Piazza Gran Madre di Dio 9, che troviamo il Bar Petit Jardin, un locale storico del quartiere che accompagna i suoi clienti dalla prima colazione fino all’aperitivo.
Ad accoglierci è Noris, proprietaria del Petit Jardin, che ci racconta una realtà in cui la familiarità conta ancora moltissimo. Un posto dove il personale conosce i gusti dei clienti, il menù segue le stagioni e ogni novità viene osservata con attenzione.
Anche quando si tratta di un semplice bicchiere d’acqua.
Da qualche mese, infatti, il Petit Jardin ha introdotto Hydra, il sistema di erogazione di acqua microfiltrata, una scelta che ha conquistato anche gli habitué del locale.
Ma partiamo dall’inizio.
Vuoi una soluzione simile per il tuo locale?
Scopri gli erogatori d’acqua per ristoranti e bar e le nostre soluzioni di noleggio professionale.
Il Petit Jardin e la Gran Madre: una piccola comunità nel cuore di Torino

«Questa piazza è un borgo dove ci conosciamo un po’ tutti quanti. Sembra proprio un paesino, una città felice.»
È così che Noris descrive la zona della Gran Madre.
Un’immagine curiosa, soprattutto pensando che ci troviamo a pochi minuti dal centro di Torino, in una delle piazze più conosciute e fotografate della città.
Eppure, ascoltandola, si capisce subito che qui il rapporto con il territorio è diverso da quello che ci si potrebbe aspettare.
«Abbiamo tantissimi clienti fissi e pochi turisti. La chiesa è ovviamente un punto di riferimento importante della città, ma i turisti spesso si fermano lì. Sono pochi quelli che proseguono verso Villa della Regina.»
Il Petit Jardin e la Gran Madre: una piccola comunità nel cuore di Torino

Il Petit Jardin vive quindi soprattutto grazie a una clientela di quartiere, persone che frequentano il locale da anni e che lo hanno inserito nelle proprie abitudini quotidiane.
C’è chi passa ogni mattina prima di andare al lavoro, chi si ferma per un pranzo veloce e chi sceglie uno dei tavolini all’aperto per ritagliarsi una pausa.
La particolarità? Molte volte non serve nemmeno ordinare.
«Conosciamo bene la clientela. Spesso, quando qualcuno entra, il personale sa già che cosa desidera, a cosa è abituato, cosa mangia e cosa beve.»
Un rapporto costruito nel tempo, grazie anche alla continuità dello staff.
«I ragazzi sono con me da tanti anni. Abbiamo un personale bravissimo, competente.»
Ed è proprio questo senso di familiarità a rendere il Petit Jardin qualcosa di più di un semplice bar: un punto d’incontro dove il servizio non è mai completamente impersonale.
Dalla colazione all’aperitivo: tutte le anime del Petit Jardin
Il Petit Jardin apre le sue porte alle sette del mattino.
A quell’ora, il protagonista è naturalmente il bancone della colazione, con un assortimento di croissant, brioche, paste fresche, tramezzini e panini.
«Abbiamo tantissime brioche, paste piccole e grandi, tramezzini, panini. Ovviamente tutta roba fresca di pasticceria.»
Noris ci tiene particolarmente a sottolineare la freschezza dei prodotti.
«Le brioche, i croissant e le paste sono freschi, fatti tutte le mattine. E comunque l’impasto lo senti!»
Le preferenze cambiano da persona a persona: c’è chi sceglie la marmellata, chi non rinuncia alla crema e chi preferisce il cioccolato.
Poi ci sono i tramezzini, un altro piccolo classico del locale, preparati ogni mattina.
Ma il Petit Jardin non vive soltanto di colazioni.
Quando arriva l’ora di pranzo, il bancone lascia spazio alla cucina, con un servizio pensato anche per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare a un piatto preparato al momento.
«A pranzo facciamo un servizio abbastanza veloce. Il menù viene rinnovato settimanalmente e giornalmente lo chef propone dei piatti in base alla stagionalità.»
Una proposta che comprende anche piatti caldi e che cambia seguendo la disponibilità degli ingredienti e il periodo dell’anno.
Nel pomeriggio, invece, cambia ancora il pubblico.
La vicinanza alle scuole porta al Petit Jardin mamme, bambini e ragazzi che si fermano per una merenda, magari scegliendo un biscotto o un dolce dal banco della pasticceria.
Infine arriva l’aperitivo.
«Anche lì il locale si trasforma un pochettino e prende forma per quella che dovrebbe essere la parte serale.»
È il momento in cui la giornata rallenta, si ordinano le prime bevande e i tavolini diventano il luogo ideale per ritrovarsi dopo il lavoro.
Un unico locale, tanti momenti diversi, ma sempre la stessa attenzione alle persone.
Perché si chiama Petit Jardin? Il piccolo giardino affacciato sulla Gran Madre
Il nome Petit Jardin significa letteralmente piccolo giardino.
E, guardandosi intorno, non è difficile capire perché.
«Se noti, è pieno di piante fuori», ci fa osservare Noris.
Il verde accompagna gli spazi esterni del locale, creando un’atmosfera raccolta e piacevole, nonostante la posizione centrale.
Il Petit Jardin dispone infatti di due aree dehors: una su via Cosmo e l’altra direttamente su Piazza Gran Madre.
«Abbiamo uno spazio fuori importante, sia il dehors su via Cosmo sia quello sulla piazza, che ti permette di avere la visuale sulla chiesa.»
Ed è proprio questo uno degli elementi più suggestivi del locale.
Sedersi a uno dei tavolini significa poter osservare la vita del quartiere, godendosi allo stesso tempo la vista di uno dei simboli architettonici di Torino.
Un contesto che invita a fermarsi, anche solo per un caffè.
Ma per Noris il vero valore aggiunto non è soltanto la posizione: sono le persone che rendono vivo quel piccolo giardino ogni giorno.
Hydra al Petit Jardin: una novità che i clienti hanno subito notato
Acqua microfiltrata per bar e ristoranti: praticità, design e meno plastica
Che cosa ha convinto Noris della soluzione Hydra?
Innanzitutto la possibilità di offrire diverse tipologie di acqua attraverso un unico sistema.
«Eroga sia acqua fresca che a temperatura ambiente, sia gasata che naturale.»
Una caratteristica pratica per un locale che durante la giornata serve clienti con esigenze molto diverse, dalla pausa pranzo all’aperitivo.
Ma non è soltanto una questione di funzionalità.
Anche la presentazione conta, soprattutto in un ambiente curato come il Petit Jardin.
«Le bottiglie, il design delle bottiglie, lo trovo molto carino.»
Le bottiglie in vetro contribuiscono a valorizzare il servizio al tavolo, inserendosi nell’estetica del locale senza ricorrere alle tradizionali bottigliette monouso.
E poi c’è il tema ambientale.
«Ormai le bottigliette vengono vendute in plastica e molti sono anche contro l’utilizzo della plastica.»
Noris sottolinea un aspetto concreto, che chi lavora nella ristorazione conosce bene: lo spreco che può verificarsi quando un cliente desidera soltanto un bicchiere d’acqua.
«Magari uno beve una quantità, un bicchiere, e poi lascia lì la bottiglietta. È un peccato. Invece così comunque la puoi riutilizzare.»
Con l’acqua microfiltrata Hydra e le bottiglie in vetro riutilizzabili, il locale può ridurre il ricorso agli imballaggi monouso e gestire il servizio in modo più flessibile.
Una soluzione che risponde a esigenze diverse: la praticità per chi lavora, la qualità della presentazione e una maggiore attenzione alla riduzione dei rifiuti.
E in un bar dove la clientela è così affezionata alle proprie abitudini, sapere che questa novità è stata accolta favorevolmente rappresenta un segnale importante.
L’assistenza Hydra? Noris racconta un episodio
Parlando della gestione del locale, arriviamo inevitabilmente a un aspetto che interessa da vicino anche noi di Hydra: l’acqua.
Il Petit Jardin ha introdotto il sistema di erogazione di acqua microfiltrata Hydra ad agosto, ma per Noris non si tratta di una prima esperienza.
«In realtà lo utilizziamo già in altri punti, in altri locali.»
La sua attività nel settore della ristorazione, infatti, non si limita al Petit Jardin. Noris ci racconta di lavorare con altri bar in centro e di avere alle spalle una lunga esperienza nel settore.
Proprio per questo, quando sceglie un nuovo servizio, presta attenzione non soltanto al prodotto, ma anche alla sua praticità e alla risposta della clientela.
Con Hydra, il riscontro è stato immediato.
«Mi trovo molto bene. E trovo che sia anche molto apprezzato dal cliente, perché qualcuno mi ha detto: “Finalmente avete messo questo servizio!”.»
Una frase che ci incuriosisce.
Perché al Petit Jardin, come abbiamo scoperto, i clienti abituali non si lasciano sfuggire nulla.
«Qui la clientela è diversa, è un po’ più familiare. Se nota una virgola te lo dice! Tende a farti l’osservazione, sia negativa che positiva.»
Insomma, se qualcosa cambia, Noris può stare certa che qualcuno glielo farà notare.
E questa volta i commenti sono stati positivi.
«Su Hydra ho trovato comunque un riscontro positivo da parte della clientela.»


Quando chiediamo a Noris come si sia trovata con il servizio Hydra, emerge anche un episodio interessante.
Pochi giorni dopo l’installazione, infatti, qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto.
«Ho riscontrato che l’acqua non era molto fredda.»
Un problema che, soprattutto per un’attività di ristorazione, richiede una soluzione tempestiva.
Noris ha quindi contattato l’assistenza.
«Ho chiamato e loro mi hanno immediatamente cambiato tutto l’impianto.»
È proprio questo intervento a essere rimasto impresso nella sua esperienza.
«Sono veramente efficienti da quel punto di vista.»
Per un bar o un ristorante, infatti, la scelta di un fornitore non si esaurisce al momento dell’installazione.
Conta anche quello che succede dopo, quando un componente presenta un problema o un servizio richiede un intervento tecnico.
L’esperienza raccontata da Noris mostra quanto un’assistenza rapida possa fare la differenza nella continuità del servizio, soprattutto per attività che lavorano ogni giorno a stretto contatto con il pubblico.
E la fiducia maturata non si ferma al Petit Jardin.
Il piatto del Petit Jardin: gli agnolotti del plin al sugo d’arrosto
Il piatto del Petit Jardin: gli agnolotti del plin al sugo d’arrosto
Tra le specialità del Petit Jardin troviamo un grande classico della cucina piemontese: gli agnolotti del plin al sugo d’arrosto.
Piccoli ravioli di pasta fresca all’uovo, chiusi con il caratteristico plin, il pizzicotto che dà loro il nome. Nella ricetta tradizionale, il ripieno è preparato con carni arrosto, generalmente vitello, maiale e coniglio, amalgamate con verdure, uova e formaggio.
Ma è il condimento a completare il piatto: un sugo ricco e saporito, ottenuto dai fondi di cottura di tre arrosti, lavorati fino a ottenere una salsa che avvolge gli agnolotti.
«Vengono cotti questi arrosti, viene estrapolato il sugo e poi amalgamato con i plin», ci racconta Noris.
Una specialità che porta in tavola tutto il gusto della tradizione piemontese, anche durante una semplice pausa pranzo nel cuore di Torino.
BUON APPETITO, Vi aspettiamo!
Bar Petit Jardin Torino: meno plastica, clienti soddisfatti e assistenza Hydra immediata



