Circolo Golf Torino sceglie Hydra: acqua microfiltrata e una scelta sempre più plastic free
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i sono luoghi in cui si va semplicemente per praticare uno sport. E poi ce ne sono altri che, con il tempo, diventano parte della quotidianità di chi li frequenta.
Il Circolo Golf Torino – La Mandria appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Immerso nel verde del Parco della Mandria, a pochi chilometri da Torino, è uno dei luoghi simbolo del golf italiano: una realtà con oltre un secolo di storia, 36 buche, due percorsi e un palmarès che lo rende il Circolo più titolato d'Italia. La sua storia comincia nel 1920; nel 1924 arriva l'affiliazione alla Federazione Italiana Golf e, dopo diverse sedi, nel 1956 il Circolo trova la propria casa definitiva alla Mandria.
Qui sono cresciuti campioni che hanno portato il golf italiano nel mondo, a partire dai fratelli Edoardo e Francesco Molinari. Qui si allenano giovani golfisti, si disputano gare e, soprattutto, centinaia di soci vivono il Circolo come un luogo d'incontro, di sport e di socialità.
A raccontarcelo è Valter Castagnero, direttore del Circolo Golf Torino – La Mandria e arbitro nazionale, che lavora qui da oltre venticinque anni. Il sito ufficiale del Club lo indica oggi tra i direttori della struttura.
Con lui abbiamo parlato di storia, golf, campioni e vita quotidiana all'interno del Circolo. Ma anche di sostenibilità e di una scelta molto concreta: introdurre gli erogatori d'acqua Hydra, distribuire borracce personalizzate ai soci e creare diversi punti refill per ridurre il consumo di bottiglie di plastica.
Una soluzione nata quasi per caso, ma diventata rapidamente parte integrante della vita del Club.
Valter, partiamo dal Circolo Golf Torino: come descriveresti questo posto?
«Parliamo di circa 120 ettari e 36 buche. Sicuramente è uno dei Circoli più prestigiosi d'Italia e soprattutto è il più titolato, perché nella sua storia ha raccolto moltissime vittorie.»
È difficile riassumere in poche parole un luogo con una storia così lunga.
Il Circolo Golf Torino nasce infatti oltre un secolo fa. Dopo una prima esperienza nel basso Canavese, vicino a San Maurizio, si trasferisce a Mirafiori e successivamente al Colle della Maddalena. È soltanto negli anni Cinquanta che arriva alla Mandria: nel 1956 viene costruito quello che oggi conosciamo come Percorso Blu, progettato da John Stenton Fleming Morrison. Negli anni il Circolo continua a crescere fino ad arrivare agli attuali due percorsi.
Il risultato è una realtà profondamente legata alla storia di Torino e del golf italiano.
«È storico anche da quel punto di vista», racconta Valter. «Qui sono passate e hanno avuto un ruolo famiglie molto importanti per Torino.»
Ma la storia, da sola, non sarebbe sufficiente a spiegare il prestigio raggiunto dal Circolo.

Il Circolo Golf Torino è conosciuto anche per i suoi campioni. Come mai proprio qui ne sono cresciuti così tanti?

«Abbiamo sempre avuto degli ottimi maestri. E poi naturalmente il talento fa la sua parte. Siamo stati anche fortunati ad avere grandi dilettanti che nel tempo si sono fatti valere.»
Il legame con i fratelli Edoardo e Francesco Molinari è uno degli esempi più conosciuti.
Il sito ufficiale del Circolo li definisce atleti “nati e cresciuti sul course torinese” e ricorda il contributo dato alla bacheca del Club con la World Cup del 2009 e le vittorie europee in Ryder Cup.
Ma Valter cita anche Lorenzo Silva, oggi presidente onorario e figura storica del Circolo, protagonista per decenni del golf dilettantistico italiano.
Il talento viene coltivato anche attraverso un'attività sportiva strutturata e una particolare attenzione ai giovani, elemento che lo stesso Circolo indica tra le ragioni della crescita dei risultati sportivi negli ultimi decenni.
Per chi non conosce questo mondo, come si vive realmente un Circolo di golf?
«Il socio può venire quando vuole. C'è chi viene una volta all'anno e chi praticamente tutti i giorni. Noi abbiamo circa 650 soci e per molti questo posto diventa davvero una seconda casa.»
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti da comprendere.
Il golf non coincide esclusivamente con il momento della partita.
Una giornata al Circolo può significare allenarsi al campo pratica, lavorare sugli approcci, giocare 18 buche, fermarsi nella Club House o semplicemente incontrare altre persone.
Durante l'estate c'è anche la piscina, che rende ancora più evidente il carattere sociale del Club.
«Un giro di 18 buche richiede tempo. Mediamente tre persone possono impiegare quattro ore e mezza o cinque ore. Poi c'è l'allenamento: abbiamo il campo pratica, le aree dedicate agli approcci e le zone in cui puoi ripetere i colpi.»
Significa che molti soci trascorrono diverse ore all'interno della struttura.
Ed è proprio osservando queste abitudini che nasce una delle idee più semplici e allo stesso tempo più apprezzate degli ultimi anni.
Come nasce l'incontro tra il Circolo Golf Torino e Hydra?
«Avevo visto Hydra in un altro Circolo vicino al nostro, dove veniva utilizzata per il personale.
A quel punto mi sono detto: perché non proviamo anche noi? Ma soprattutto, perché non mettiamo il servizio a disposizione dei soci?
L'idea era evitare tanta plastica, comprare delle borracce per i nostri soci e dare loro la possibilità di riempirle direttamente qui.»
Il progetto nasce quindi da un'esigenza molto concreta: ridurre l'utilizzo delle bottiglie di plastica senza rinunciare alla comodità di avere acqua sempre disponibile.
Il Circolo decide di acquistare delle borracce personalizzate con il proprio logo e di regalarle ai soci.
Parallelamente vengono installati i primi due erogatori d'acqua Hydra.
«Abbiamo iniziato con due distributori: uno vicino alla zona dove i soci recuperano la propria sacca e uno al campo pratica, dove ci si allena.»
La risposta è immediata.
«È stato molto apprezzato.»


Tanto che i soci vi hanno chiesto un altro punto refill.
«Sì. Ci hanno chiesto di installarne un altro nella zona di partenza della buca 1 del Percorso Blu e abbiamo deciso di aggiungerlo.»
La logica è estremamente semplice.
Prima di iniziare il percorso, dopo un allenamento o mentre si recupera la propria attrezzatura, il socio può raggiungere uno degli erogatori di acqua microfiltrata, riempire la propria borraccia e proseguire la giornata.
Niente nuove bottigliette da acquistare ogni volta.
Niente confezioni da trasportare.
Niente plastica da buttare al termine del giro.
È il concetto di refill applicato a una struttura sportiva frequentata ogni giorno da centinaia di persone.
Ed è proprio la semplicità del gesto a renderlo efficace.
Poi Hydra è arrivata anche negli spazi dedicati al personale.
Dopo aver osservato l'utilizzo degli erogatori da parte dei soci, Valter si accorge infatti di una contraddizione.
«Il personale continuava a utilizzare le bottiglie d'acqua in plastica.
A quel punto mi sono detto: perché una persona deve uscire dalla segreteria e andare fino alle altre zone del Circolo per riempire la borraccia?
Abbiamo quindi installato un altro erogatore anche nello spazio utilizzato dai ragazzi che lavorano qui, dove possono fermarsi, mangiare e bere.»
Da un progetto iniziale dedicato prevalentemente ai soci, Hydra diventa così anche un servizio di welfare quotidiano per il personale.
Un piccolo gesto che rende l'acqua facilmente accessibile durante la giornata lavorativa e permette di ridurre ulteriormente l'utilizzo delle bottiglie monouso.
Borracce personalizzate e acqua microfiltrata: il Circolo diventa più plastic free
Il termine utilizzato da Valter è molto chiaro:
plastic free.
«L'obiettivo era proprio quello: cercare di dare al Circolo un'impronta sempre più plastic free.»
Naturalmente eliminare completamente la plastica non è sempre possibile.
«A volte capitano degli sponsor che portano delle bottigliette e in quei casi ci troviamo un po' spiazzati. Però noi cerchiamo di andare in questa direzione.»
L'installazione degli erogatori Hydra rappresenta quindi uno dei tasselli di un percorso più ampio.
Per una struttura delle dimensioni del Circolo Golf Torino, sostituire una parte del consumo quotidiano di acqua confezionata con un sistema di refill può significare ridurre progressivamente la quantità di bottiglie utilizzate da soci e personale.
Ma c'è anche una questione estetica.
In un luogo immerso nel verde, caratterizzato da ambienti curati e da una Club House che lo stesso Circolo descrive come elegante e perfettamente integrata nel paesaggio, una grande quantità di bottigliette monouso risulterebbe poco coerente con l'identità degli spazi.
La borraccia personalizzata diventa invece parte dell'esperienza.
Un oggetto riutilizzabile, riconoscibile, legato al Club e pensato per accompagnare il socio durante il percorso.

I soci hanno accolto facilmente il cambiamento?
«Molto facilmente, anzi: lo hanno apprezzato parecchio.
Il Circolo rappresenta comunque una spesa per il socio e abbiamo pensato che offrire questo servizio potesse essere una cortesia in più nei loro confronti.»
È un passaggio interessante perché mostra come una scelta sostenibile possa essere percepita non come una rinuncia, ma come un servizio aggiuntivo.
Non viene chiesto al socio di rinunciare all'acqua.
Gli viene semplicemente offerta un'alternativa.
Una borraccia personale.
Diversi punti refill.
Acqua disponibile durante la giornata.
È esattamente questa facilità di utilizzo a rendere gli erogatori d'acqua per strutture sportive, aziende e circoli una soluzione concretamente applicabile nella quotidianità.
La sostenibilità, però, al Circolo Golf Torino non riguarda soltanto l'acqua.
Gestire circa 120 ettari di verde significa inevitabilmente confrontarsi con il tema ambientale ogni giorno.
Il sito del Circolo sottolinea che entrambi i percorsi vengono mantenuti prestando particolare attenzione al rispetto dell'ecosistema locale.
Valter ci racconta un altro esempio.
«Da tanti anni utilizziamo pochissimi pesticidi.
Esistono protocolli che vietano alcuni prodotti, ma anche quando determinate sostanze sarebbero consentite cerchiamo, dove possibile, di utilizzare prodotti biologici.
Magari hanno bisogno di più tempo per ottenere il risultato, ma funzionano.»
La riduzione delle bottiglie di plastica attraverso Hydra rientra quindi in una sensibilità che riguarda più aspetti della gestione del Circolo.
Non necessariamente interventi spettacolari, ma scelte ripetute nel tempo.
Quando un erogatore viene utilizzato così tanto, quanto conta l'assistenza?
È probabilmente uno dei punti più importanti dell'intervista.
Perché un erogatore d'acqua per aziende o strutture sportive può essere comodo e sostenibile, ma deve soprattutto funzionare.
«Con Hydra ci troviamo benissimo anche dal punto di vista dell'efficienza.
Può capitare che finisca una bombola oppure che ci sia qualche piccolo guasto, ma sono velocissimi.»
Valter ha già avuto occasione di contattare l'assistenza.
«Se chiamiamo al mattino può capitare che riescano ad arrivare già verso fine pomeriggio. Se chiamiamo più tardi, normalmente il giorno successivo sono qui.
Sono davvero molto efficienti.»
E aggiunge una frase che probabilmente descrive meglio di qualsiasi slogan il livello di servizio percepito:
«A volte non facciamo neanche in tempo a mettere il cartello “guasto” che loro arrivano.»
Quando l'acqua diventa un servizio utilizzato quotidianamente dai soci e dal personale, la velocità dell'assistenza non è un elemento secondario.
È parte integrante della soluzione.
Se dovessi indicare tre motivi per scegliere Hydra?
Valter non ha bisogno di pensarci troppo.
«Direi plastic free, servizio e rapporto qualità-prezzo.
Per la nostra esperienza è un'azienda molto efficiente.»
Tre elementi semplici che raccontano bene l'intero progetto.
Ridurre la plastica significa intervenire su un'abitudine quotidiana.
Offrire un buon servizio significa rendere quella nuova abitudine più facile della precedente.
Avere un'assistenza efficiente significa poter contare sulla soluzione anche quando viene utilizzata intensamente.
Le rende semplicemente più efficienti.
Hydra al Circolo Golf Torino: il cambiamento parte da un refill
Il golf è uno sport fatto di precisione, continuità e piccoli gesti ripetuti nel tempo.
Forse è anche per questo che la scelta del Circolo Golf Torino racconta bene un modo concreto di intendere la sostenibilità.
Non serve necessariamente partire da grandi dichiarazioni.
Si può cominciare da qualcosa di molto semplice.
Prendere la propria borraccia.
Raggiungere l'erogatore Hydra.
Riempirla.
E tornare sul campo.
Un gesto che richiede pochi secondi.
Ma se viene ripetuto ogni giorno da centinaia di persone, durante allenamenti, gare e giornate trascorse al Circolo, il risultato può diventare significativo.
È così che Hydra è entrata nella quotidianità del Circolo Golf Torino – La Mandria: attraverso l'acqua microfiltrata, le borracce personalizzate e una rete di punti refill pensata per chi quel luogo lo vive davvero.
Non come una rinuncia.
Ma come un servizio in più.
E forse è proprio questa la strada più efficace per rendere aziende, circoli e strutture sportive sempre più sostenibili: fare in modo che la scelta migliore per l'ambiente diventi anche quella più semplice per le persone.






